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Racconto erotico | L’ultima notte di libertà

strip club orgia
29 aprile 2026 6 min read
Racconto erotico | L’ultima notte di libertà

Kaileen si radddrizza le giarrettiere, guardando il riflesso nello specchio del bagno illuminato dalla luce verdognola del locale. Oggi sarebbe stato il suo addio al nubilato, e Kaileen sapeva che si sarebbe decisamente data alla pazza gioia per godersi i suoi ultimi giorni prima del matrimonio combinato.

 

La musica a palla dello strip club scelto dalle amiche trapela attraverso la porta, e Kaileen si sistema una ciocca fuori posto prima di uscire finalmente dalla toilette, il passo deciso col tacco alto a spillo e la gonna che a malapena le copre i glutei – aveva scelto di proposito un vestito che nulla lasciava all’immaginazione… in quel senso.

 

Eccolaaaaa!”

 

Wooo!”

 

La sua entrata viene accolta da giubili e bicchieri di champagne spinti verso di lei, che prende con nonchalance buttandoli giù senza riguardi, uno ad uno.

 

Avanza, imperterrita ma sensuale, accomodandosi su un tavolo di uomini intenti nel lanciare occhiate non molto innocenti alle ragazze del locale.

 

Vi state godendo il panorama? Potreste fare qualcosa di più… produttivo.”

 

E così facendo incrocia le gambe, dando una visione ben chiara di cosa ci fosse tra di esse – o meglio, cosa non ci fosse. Aveva deciso di andare commando, per facilitare la missione di oggi.

 

Solleva con una lunga unghia il mento di uno dei presenti al tavolo, forzandolo ad incrociare il suo sguardo – e mai come allora si era mai sentita così tanto nel ruolo di una predatrice.

 

Leccamela.”

Spalanca le gambe, mostrando senza pudore il sesso esposto; lavulva perfettamente depilata che mostrava con chiarezza lo stato bagnato delle labbra inferiori.

 

Le iridi dell’uomo si espandono, e Kaileen riesce a vedere chiaramente la lussuria che gli invade i sensi al pensiero di cosa avrebbe seguito. Kaileen non dà segni di volere il contrario – e gli uomini al tavolo, lungi dal sentirsi esclusi, si alzano lentamente lasciando una scia di brividi sulle gambe divaricate con il loro tocco, alternato a strette esitanti della pelle succosa e soda.

 

La lingua dell’uomo tra le sue gambe si attacca come una sanguisuga al clitoride di Kaileen, risucchiandolo con una fame inaspettata, per poi cominciare a picchiettarlo con la lingua e muovere l’intero viso contro il suo sesso, inalando l’odore inebriante di una figa bagnata e pronta per essere penetrata.

 

L’altro sconosciuto le tira i capelli, con uno strattone che lei avrebbe potuto facilmente resistere, mettendola supina sulla superficie del tavolo che, non sa quando, è stato sparecchiato di tutte le stoviglie che lo occupavano. Due dita vengono ficcate con poca eleganza nella sua bocca, e sente la vagina pulsare alla realizzazione che avessero colto il messaggio che lei voleva mandare.

 

Risucchia con foga le dita, leccando tutto intorno come se fosse un pene, sentendo la vagina cercare di stringersi intorno a qualcosa anch’essa.

 

Sei proprio una puttana…” Sento l’ammirazione in una voce familiare, che riconosco essere quella del migliore amico del mio futuro marito-- e subito dopo, un cazzo grosso sfondarmi la trachea mentre mi fotte la bocca mentre sono a testa in giù, la nuca a diretto contatto con l’angolo del tavolo, spingendo dentro la mia gola con un ritmo lento ma che non dà spazio né luogo a qualsiasi opposizione.

 

Mi strozzo sulla saliva e sul suo cazzo, sentendo le lacrime salire agli occhi mentre cerco di lottare il gag reflex causato dall’inaspettatezza della penetrazione, la profondità, e lka posizione scomoda in cui mi stava fottendo la bocca.

Scalpito con le gambe, chiedendo un momento di ossigeno, ma questo gesto viene immediatamente fermato da delle mani levigate a bloccarmi i polpacci. “Woah, woah, ferma.”

 

Una risata, leggera, e divarica nuovamente le mie gambe, spostando con una spinta quello che le stava in mezzo.

 

Hnng…!”

 

Kaileen geme quando sente la punta di un nuovo membro spingere dentro di lei, allargando la sua vagina con ogni millimetro. L’uomo esita, uscendo momentaneamente, ma Kaileen lo riavvolge con le proprie gambe spingendolo più contro di lei finché lui raddrizza il membro eretto ed entra con poca difficoltà dentro la vagina pulsante.

 

Kaileen sente l’estasi salirle alla testa quando con ogni movimento viene spinta da un lato o dall’altro, i due uomini ai lati opposti del tavolo a spingere il membro dell’altro più a fondo nelle rispettive cavità.

 

Lei comincia a toccarsi, cercando di dare attenzioni al clitoride torturato fino a poco fa e la cui unica frizione è ora l’aria tiepida e i liquidi dei loro corpi.

 

Ma non deve aspettare tanto – “eccoci qui,” sente sussurrare, e il familiare ronzio di un vibratore – il suo vibratore, nota dal suono, che aveva portato con sé e poggiato in maniera poco discreta sul tavolo – viene avvicinato a lei. All’inizio, tocca solo i suoi capezzoli, turgidi ed eretti, per poi scendere con lentezza verso l’ombelico, e poi ancora più sotto.

 

La sovrastimolazione dei sensi la porta all’orgasmo, e viene intorno a loro, sentendo i muscoli contrarsi con ogni spasmo.

 

Gli sconosciuti hanno il buon senso di ritirarsi, ed escono con uno slosh dalla sua bocca, dalla sua vagina, venendole addosso – uno sul suo viso e tette, e l’altro sull’ombelico, colorandola di chiazze bianche, viscose e lucide.

 

Rimane lì, col fiatone, sul tavolo, finché sente un nuovo cazzo spingersi dentro di lei senza troppe cerimonie. Ah, la notte sarebbe stata lunga.

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