Chiudo a chiave la porta della mia camera, il battito a mille.
Ero riuscito a baciare la ragazza a cui stavo sotto da mesi, e la morbidezza della sua pelle, la sinuosità del suo corpo, i suoi occhi cristallini – ogni cosa mi mandava ai pazzi, e aver avuto la possibilità di finalmente confessare i miei sentimenti e trovarli reciprocati era abbastanza da farmi sorridere durante tutto il tragitto verso casa.
E ad essere di buon umore non era solo la mia mente – guardo verso il basso, l’erezione insistente che si affaccia creando una tenda nei miei pantaloni. Mi avvio verso la sedia, il passo traballante, prendendo il mio masturbatore dal cassetto prima di accomodarmi.
Mi sbottono immediatamente i pantaloni, esalando un respiro quando sento il mio membro finalmente avere modo di respirare attraverso la stoffa dei boxer, e grugnisco quando lo prendo in mano senza esitazione tirando fuori la sua lunghezza oltre l’elastico dell’intimo.
Parto avvolgendo una mano intorno al mio fallo, il tocco familiare, la presa stretta come so che mi piace – ma immediatamente la allento, cercando di simulare come probabilmente mi toccherebbe lei.
Il tocco esitante, il contatto effimero. Le unghie a raschiare gentilmente contro le vene, stimolandomi appena, lasciandomi alla sua totale mercé… E quando finalmente ne ho abbastanza, la spingo sul letto, la mia figura torreggiante sopra di lei mentre ansimo, il sorriso di lei malizioso mentre si lecca sensualmente le labbra.
L’impazienza prende piede, e stringo nuovamente la mano intorno al mio pene. Prendo del lubrificante, versandolo copiosamente sulla mia possente erezione, e lo spalmo con fretta prima di infilare il mio membro, finalmente, dentro la vagina realistica che avevo comprato recentemente.
La sensazione è immediata – un’esplosione di piacere mi sopraffae, e sento il calore appropriarsi delle mie vene, accendendo un fuoco dentro di me, e sento il sangue andare dritto al mio sesso già impossibilmente eretto.
Muovo la vagina realistica lentamente sopra di me, pistonando a tratti con un ritmo più calcolato, e in altri in movimenti più lenti, alla ricerca della sensazione che sapevo mi avrebbe fatto raggiungere l’orgasmo.
La tensione sessuale tra noi due quando ci eravamo baciati, toccati, palpati – era indescrivibilmente sexy, e avrei fatto di tutto per far sì che un altro incontro accadesse il prima possibile; con la speranza che sarebbe stato un po’ più… piccante.
Penso al suo seno, la linea tra le tette stretta e invitante, e immagino di pompare lì il mio fallo, schizzandole poi in faccia il mio liquido che lei lecca immediatamente.
La immagino mettere una ciocca dietro l’orecchio, mentre si accinge a succhiarmelo tutto e accogliere il mio membro pronto a penetrarla nella sua piccola, morbida, calda bocca, mentre la uso come se fosse fatta apposta per me.
Immagino i suoi capezzoli tra i miei denti, la sua gamba sulla mia spalla, mentre la trapano a ritmi impossibili facendo cigolare il letto con ogni spinta, sprofondando dentro le sue pareti, la cappella a toccare l’entrata del suo utero.
Vengo copiosamente dentro di lei, riempiendola, e continuo a spingere a scatti sempre più finché viene anche lei, stringendomi il sesso finché mi sembra mi voglia risucchiare tutto e tenermi dentro...
Sento l’orgasmo avvicinarsi, e continuo a pompare la mia asta eretta nelle calde e vibranti pareti della vagina finta, rilasciando dentro di essa getti di sperma che sembravano non raggiungere una conclusione. L’aroma del lubrificante si mischia all’odore dello sperma, e sento il sonno prendere lentamente piede nella mia mente annebbiata.
Raccatto un fazzoletto, pulendo grossolanamente il mio membro e il sex toy, e mi lascio andare ad un sonno profondo sul letto.



































