La bottiglia ruota velocemente sul tavolo, gli occhi dei ragazzi che seguono i movimenti finché finalmente raggiunge una velocità più moderata, fino a fermarsi completamente e puntare contro una ragazza dai capelli ramati.
“Vanessa, tocca a te.”
Schiamazzi e urla e risatine sommesse si elevano nel gruppo di amici, mentre la ragazza sospira tranquillamente, certa di non avere niente da nascondere – ‘verità’ sarebbe sempre stata la sua scelta, come lo era stata durante tutta la partita.
Si guarda intorno, studiando le reazioni dei suoi amici – Antonio, il suo ragazzo, è una presenza stabile in serate del genere post sessione esami: anche quando l’alcol andava loro alla testa e a volte degenerava nello strip poker, sapevano entrambi che non ci sarebbe mai stato rischio di infedelità.
“Obbligo o verità?”
Le viene chiesto, e butta giù uno shottino di vodka prima di rispondere, “Verità.”
Uno sguardo di sfida sembra illuminarsi negli occhi dei ragazzi, e Vanessa sente una perla di sudore improvvisamente scendere sulla nuca.
“Hai mai pensato a partecipare ad una gang bang?”
Ah, lo sapevo, pensa assentemente, mentre lo sguardo scivola con cautela verso Antonio. Quello che la sorprende, però, è vedere il proprio viso arrossato dall’alcol riflesso nelle pupille dilatate del ragazzo.
Tace, il silenzo sospeso tra fantasie mai enunciate, e risponde, lo sguardo fisso su Antonio: “Sì.”
La serata continua imperterrita, mentre bottiglie vuote continuano ad accumularsi sul tavolo. L’alcol si fa strada nelle vene di tutti, annebbiando i confini – e non passa molto tempo prima che una mano si adagia, casualmente, sulla coscia di lei.
Il calore e il peso della mano non sono familiari, ma ciononostante non nega il tocco quando questo comincia a muoversi con lentezza in movimenti circolari, avvicinandosi sempre più al suo sesso attraverso la stoffa.
È immediato – un gemito le sfugge, e improvvisamente l’atmosfera sembra cambiare: l’aria sembra più rarefatta, l’ossigeno sembra mancare, e altre mani si accingono ad accarezzarle sensualmente le spalle, la schiena, il viso, i fianchi, le tette…
Labbra si posano sulla superficie esposta della sua pelle – è la guancia? Il lato della bocca? Il collo?, non saprebbe dire – e inarca il corpo per dare più facile accesso alla lingua vagante.
“Vanessa…”, sente sussurrare, ed è la familiare voce di Antonio, mentre si sente essere presa in braccio e portata sul divano della sala. Un bacio le inonda i sensi, il sapore dei cocktail, fumo, e canne che si mescola senza ritegno nel suo palato.
È con estremo shock che mi rendo conto di una nuova sensazione – la calda cappella sulla mia lingua, una sensazione solleticante – un piumino solleticatore – sul mio fianco (quando mi è stata alzata la maglietta…?) e dita sui miei capezzoli…
Il cazzo nella mia bocca comincia a muoversi, affondando con ritmo costante oltre la mia trachea e riempiendomi appieno senza alcuna pietà. Deglutisco il precum, leccandomi le labbra, e un’altra mano mi prende per la mascella guidandomi su un cazzo diverso, più piccolo, ma dalla cappella molto più sporgente; il passo di questo nuovo fallo è molto più aggressivo, e mi ritrovo diverse volte quasi a soffocare intorno alla profondità della penetrazione.
Sento qualcuno tirarmi i capelli, con possessibità, mentre un altro dei miei amici si masturba velocemente davanti a me, lo sguardo perso mentre delle dita si fanno strada tra le mie labbra della vulva, già fradicie tanto è il desiderio che si è acceso nelle mie vene.
Mi sento sollevare, e scivolare in maniera quasi oscenamente semplice su un cazzo, eretto, e decisamente non quello di Antonio. Le dimensioni sono più piccole a livello di circonferenza, ma è decisamente più lungo, e Dio, essere riempita di cazzi ovunque mi stava mandando ai pazzi.
Una superficie fredda si accinge a perimetrare il mio ano, e sento la punta di qualcosa di metallico lentamente farsi strada nella cavità, accompagnata da abbondanti dosi di lubrificante – e soffoco in un singhiozzo di dolore, piacere, e sorpresa, mentre il cazzo che ho in bocca si spinge sempre più a fondo nella mia gola.
Il suono osceno di liquidi e corpi che si mischiano è accompagnato da sospiri e gemiti, e vengono dentro di me – sia nella vagina che in bocca. Gli spasmi del loro orgasmo si ripercuotono sul mio corpo schiacciato tra i loro, e il plug anale viene sostituito lentamente da dita, altro lubrificante, lingue, e alla fine – il cazzo di Antonio, che riconoscerei tra mille, che mi riempie fino all’orlo mentre le sue palle sbattono violente contro il mio culo sodo, a cui dà qualche schiaffo di incoraggiamento.
Una persona si mette sotto di me e me la lecca, quasi inalando sia i liquidi e lo sperma precedente che la mia stessa lubrificazione, mentre un’altra persona struscia il suo cazzo sulla mia lingua a penzoloni, raschiandolo leggermente e molto delicatamente contro i miei denti.
Mi giro, e mi vedo allo specchio, presa da tutti i lati, in tutti i buchi – e la sola vista è abbastanza per farmi venire, tanto è sporca la scena.
Esalo un ultimo gemito mentre vengo nuovamente, ricoperta di sperma e i corpi degli altri che si accingono nuovamente a prendermi e scoparmi tutta.
































