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Racconto erotico | Chiamata in attesa

sesso in chiamata
4 marzo 2026 5 min read
Racconto erotico | Chiamata in attesa

Finalmente Marta aveva chiuso la chiamata, durata il gran totale di tre ore, con la sua migliore amica Tara. E nel frattempo, Marta aveva messo su uno show sensuale erotico tentandolo con le sue forme che l’aveva lasciato talmente duro che era quasi insopportabile.

Aspetta, aveva detto lei. E lui aveva ubbidito.

Ma ora…

Voglio mettertelo dentro…”

Un sospiro, caldo sul collo di Marta, mentre le loro gambe intrecciate si strusciavano l’una contro l’altra in una continua ricerca di frizione e contatto.

“Il ragazzo è impaziente,” arriva la voce, suadente, dal telefono di Marta.

Luca quasi si strozza in un colpo di tosse. “Hai lasciato la chiamata aperta??”

“Dai,” Marta avvolge le braccia intorno al collo di lui, inarcando la schiena e mettendo più a contatto i loro corpi attraverso il tessuto dei loro vestiti. “Vuole sentirci. E tu… Sei già al limite.”

L’erezione di Luca, traditrice, risponde alla gentile pressione del suo ginocchio contro la tenda, sempre più tesa, che si stava stagliando contro la zip dei pantaloni. Un gemito gli sfugge, e non passa inosservato.

Hai ragione”, sente il sorriso nella voce dell’amica, Tara. “È molto sensibile…”

Cazzo”, impreca sottovoce, mentre sento l’erezione crescere con i massaggi da parte delle dita affusolate di Marta.

Comincia, quasi senza rendersene conto, a spingersi contro la mano di Marta, richiedendo calore, frizione, contatto qualsiasi cosa e al tempo stesso di essere liberato dalle costrizioni dei pantaloni, entrare dentro il caldo portale della figa di Marta, perdersi e spingere dentro di lei riempiendola del suo seme e sentendola cedere sotto di lui…

Il respiro di entrambi, ansimante, si intrecciava in piccole nubi di vapore. Luca tira fuori il suo cazzo, possente nella sua circonferenza, la cappella sporgente già bagnata di precum.

Accompagna le dita affusolate di Marta al suo fallo, strofinandolo e toccandolo e stringendolo come piace a lui, e sente vagamente suoni di tessuto – una maglietta che veniva rimossa, un reggiseno slacciato – dall’altra parte della linea. Sospiri che, ovattati, trapelano dallo schermo luminoso del telefono.

Luca stringe i denti, imprecando nuovamente, il cazzo impossibilmente duro. Marta si rimuove i pantaloni, le gambe sexy a poco a poco svelate agli occhi di Luca, i segni dei baci ancora improntati sulle cosce. Guida le sue dita nella vulva, e Luca procede ad allargarla. È semplice, ancora rilassata dal sesso della sera prima.

Lo inserisce, centimetro per centimetro, l’iniziale disagio sostituito immediatamente da piacere, le labbra che accolgono e risucchiano la lunghezza del suo fallo in una cascata di liquidi.

Luca si muove sopra Marta con un ritmo che non è frettoloso ma nemmeno lento, un’oscillazione continua che cresce poco a poco, come una marea che prima lambisce e poi travolge, e lei lo segue con il corpo prima ancora che con il pensiero, sollevando i fianchi per incontrarlo, lasciando che le sue mani scorrano lungo la sua schiena, affondando poi tra i capelli alla base della nuca per avvicinarlo ancora.

Ogni movimento genera un suono, lieve ma inconfondibile, il fruscio delle lenzuola tirate, il colpo morbido dei corpi che si incontrano, i respiri che diventavano più irregolari, più densi, e nel mezzo di tutto il nome di lui pronunciato da lei in un sussurro che si spezza a metà, come se la voce non riuscisse a stare al passo con ciò che stava accadendo.

Le loro bocche si cercano senza coordinazione, baci che iniziano profondi e finiscono in morsi leggeri, lingue che si intrecciano e poi si perdono quando l’aria diventa troppo poca, e intanto il ritmo cambia, si fa più deciso, più insistente, le mani di Luca che stringono i fianchi di Marta con una pressione nuova, quasi a volerla trattenere mentre il movimento si fa più ampio, più audace.

Dal telefono filtra tutto in frammenti, come un quadro ascoltato invece che visto, il letto che protesta appena sotto quel continuo andare e tornare, un gemito più aperto che sfugge a Marta senza che possa fermarlo, un suono basso e roco di Luca che le vibra contro la pelle del collo.

È solo in quel momento che Luca si rende conto dei sospiri, ansimanti, dall’altra parte della linea, e si sente quasi esplodere quando realizza – Tara, la migliore amica di Marta, si sta toccando al sentirli, godendo del loro piacere, completamente partecipe del loro momento intimo.

 

I movimenti diventano sempre più erratici, le mani ancora più strette intorno agli esili fianchi di Marta, mentre Luca affonda dentro di lei in ritmi più violenti e irregolari.

 

“Così!” Esclama improvvisamente Marta, e Luca si concentra; nel colpire sempre quella zona spugnosa, il punto G, con lo stesso ritmo, la stessa intensità.

 

Marta viene intorno a lui, l’orgasmo completamente inebriante; Luca continua, i movimenti sempre più veloci, finché viene anche lui riempiendola fino all’orlo, prosciugandosi completamente dentro di lei.

 

A giudicare dai suoni dal telefono, anche Tara ha raggiunto l’orgasmo con l’aiuto di un sex toy, la vibrazione talmente forte e lei talmente bagnata che quasi si sente un squelch consistente in mezzo ai suoi gemiti a malapena trattenuti.

 

Luca lascia un ultimo bacio sulle labbra salate di Marta, per poi accasciarsi accanto a lei, il petto sudato completamente preso dal fiatone.

 

Marta fischia, in apprezzamento, dopo aver ripreso lei stessa il respiro.

 

Forse hai un fetish per il voyeurism.”

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