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Racconto erotico | Threesome in baita

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1 luglio 2026 4 min read
Racconto erotico | Threesome in baita

Qualsiasi tepore potesse offrire la baita e l'umile fuoco del camino che eravamo riusciti ad alimentare non poteva competere con la temperatura gelida al di fuori delle mura.

 

Infreddolita, il tremore dei miei arti era migrato ulteriormente, e il battere dei denti era diventanto un movimento incessante che, con tutti i miei sforzi, non riuscivo a fermare.

 

Mi guardo intorno, incrociando lo sguardo dei miei amici, Arianna e Gerardo, le loro figure in controluce rispetto alla scarsa illuminazione delle flebili fiamme.

 

Cosa ci era venuto in mente? Sapevamo i rischi annessi allo scalare queste cime con un meteo che preannunciava, già da giorni, basse temperature e probabili tempeste.

 

"Quello che non ci aspettavamo era che si sarebbe tramutata in una vera e propria tempesta di neve." Borbotto, rabbrividendo nei vestiti fradici.

 

"Elena, ormai fa nulla." Arianna si era alzata, una nuova fiamma di determinazione riflessa nei suoi occhi. "Se continua così, però, ci rimaniamo secchi. Dobbiamo toglierci questi vestiti."

 

Strano, pensai. Era sensato, l'avrei seguita immediatamente nel farlo - eppure i miei arti sembravano non ascoltarmi, come se si fossero congelati anch'essi.

 

Gerardo, in silenzio, aveva già rimosso maglietta e pantaloni, rimediando una sedia da un angolo oscurato della piccola casa e appendendoci i vestiti per massimizzare la superficie di asciugatura.

 

Con un po' di aiuto, mi alzo, arrancando vicino al camino e privandomi anch'io dei vestiti. Rimaniamo l'uno accanto all'altro, il calore corporeo e il fuoco a lambire dolcemente la nostra pelle -- eppure, il freddo nelle ossa sembrava non allievarsi. Potevo vedere le punta delle nostre dita diventare blu per l'ipotermia.

 

Non saremmo durati a lungo -- non abbastanza per l'arrivo dei soccorsi.

 

"A questo punto c'è solo una cosa che possiamo fare." Sospira Gerardo, e non faccio in tempo a voltarmi che le sue mani sono a lato dei miei fianchi, e sento il morbido seno di Arianna a contatto con la mia spalla.

 

Sapere cosa stessimo per fare sembra attizzare immediatamente il sangue, quasi come ne stesse riattivando la circolazione - e accolgo con esitazione il bacio di Gerardo, adagiandomi contro il petto di Arianna dietro di me.

 

--

 

I baci si erano fatti incandescendenti, e le nostre mani vagavano senza meta sui corpi degli altri due; le dita di Arianna avevano lavorato con pazienza l'apertura della mia vulva, alternando efficaci tappettii a lunghe, calde leccate.

 

Sopra di lei, piegata a pecora, era Gerardo, che la prendeva da dietro con una foga che sembrava smuovere tutte le mura, rendendo i movimenti di Arianna sempre più erratici e intermittenti.

 

Le ginocchia di Arianna cedono, e i nostri sessi sfregano l'uno contro l'altro; Gerardo, caduto addosso a noi, si sorreggeva con il solo peso dei gomiti per non schiacciarci, e la sua erezione era diventata ancora più dura e prepotente vedendo come ogni frizione tra le nostre vulve ci faceva emettere un gemito di piacere; come i nostri capezzoli turgidi si premevano l'uno contro l'altro, suscitando sospiri; come le nostre mani cercavano il calore e la morbidezza dell'altra, come stessimo cercando di diventare una cosa sola, scioglierci in un unico corpo.

 

Gerardo guida la sua erezione tra di noi, e lambiamo il suo fallo con le nostre labbra inferiori fradicie, finché finalmente Gerardo entra dentro di me, riempiendomi tutto insieme eppure non abbastanza.

 

Arianna, schiacciata tra noi due, si muove in tandem con le spinte di Gerardo e il mio bacino arcuato, strusciandosi con insistenza contro il mio ventre, spingendo con il sedere verso gli addominali scolpiti di Gerardo.

 

Siamo un groviglio di corpi, e Gerardo a volte entra in una e alla prossima spinta nell'altra, pompando con insistenza dentro entrambe, portandoci al limite per poi lasciarci andare.

 

Da dietro, palpa e massaggia il seno di Arianna, che a sua volta scorre le sue morbidi mani affusolate lungo i miei fianchi, coppandomi il seno, tirando insistentemente i miei capezzoli.

 

Con una ulteriore spinta, Gerardo viene dentro di me, soffocando il suo gemito contro il collo di Arianna, mordendo gentilmente lo spazio tra di esso e la spalla.

 

Afferra immediatamente la mascella di Arianna, trascinandola in un bacio appassionato mentre la mai vagina pompava e risucchiava gli ultimi strascichi dell'orgasmo da Gerardo, finché vengo anche io.

 

Incastrata sotto di loro, l'unica cosa che posso fare è inserire un dito dentro di lei, accarezzando il clitoride e fornendole più stimolazione possibile per farla venire.

 

Tra le attenzioni di entrambi, Arianna viene sulle mie dita mentre la masturbo, e ci accasciamo l'uno sotto l'altro in una soddisfacente coltre di calore emanata dai nostri corpi.

 

Forse, dopotutto, aspettare i soccorsi non sarebbe stato così terribile.

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