Charlotte sospira, la punta del mio membro che si fa spazio tra le falde della sua vagina stretta. Il calore del suo sesso mi avvolge, e grugnisco mentre la prendo per il retro delle ginocchia e appoggio le sue gambe sulle mie spalle per andare ancora più a fondo con le spinte.
“Ah… Ah, Alessio…” Geme, e colgo l’occasione per piegarmi ancor più su di lei, annullando la distanza tra i nostri corpi.
È così morbida, penso assentemente, mentre palpo le sue tette sode e stimolo i suoi capezzoli eretti e turgidi.
Charlotte inarca la schiena in risposta. Sorrido.
“Il tuo corpo risponde sempre così onestamente, dovresti essere più sincera anche tu con le parole” sussurro tra i nostri baci ardenti, le nostre labbra intrecciate in incontri sempre più disperati mentre i miei denti raschiavano piano contro il labbro inferiore di lei.
“Sta’ zitto… ah… Ah, ah, più veloce, più forte” ansima lei, e io non me lo faccio ripetere due volte. La prendo per i fianchi, muovendola come una bambola del sesso verso di me, il letto cigolante sotto il nostro sesso quasi animalesco.
“Ah, ah, Charlotte… Dio, sei stretta” ringhio nel suo orecchio, prima di prendere il lobo tra i denti. La lingua si fa strada nella sua cavità, esplorandola come se volessi rendere tutto ciò che il suo corpo ha da offrire totalmente mio.
“Ti piace, Charlotte? Ti piace come ti prendo? Dimmelo,” le stringo i capelli in un pugno e glieli tiro, insistente.
“Sì, Dio, prendimi, sono tua, solo tua.” Le sue frasi sconnesse si alternano a gemiti e sospiri, e soddisfatto della risposta, ricopro il suo collo di baci aperti e morsi. Lei avvinghia le braccia intorno al mio collo, tirandomi ancor più a sé, e la sollevo senza sforzo per portarla sul bordo della scrivania accanto, a cui la appoggio totalmente incurante dei fogli sparsi sulla superficie.
Apro un cassetto della scrivania, da cui tiro fuori un sex toy che avevo tenuto da parte per l’occasione di oggi – uno stimolatore clitoride, che poso delicatamente sul clitoride di lei senza preavviso.
La contrazione delle sue pareti intorno a me quasi mi fa venire, e ricatturo le sue labbra in baci pieni di desiderio, fame, passione.
“Oddio, sì, Alessio, prendimi tutta,” singhiozza Charlotte, e accolgo la sua richiesta uscendo quasi del tutto da lei, ammirando il mio pene avvolto nel preservativoche esce lentamente e trascinando con sé i liquidi della sua lubrificazione. Con un singolo colpo, rientro dentro di lei, le mie palle che schiaffeggiano violentemente le forme sode dei suoi glutei.
Aumento la vibrazione dello stimolatore clitoride in base alle sue reazioni, e quando viene vengo con lei, in un sussulto che mi lascia senza respiro.
Il desiderio negli occhi di Charlotte mi toglie il fiato. Vuole continuare, penso eccitato, e ho una sorpresa per lei.
Il cassetto ospita infatti un altro toy che avevo scelto giorni addietro, un dildo specifico per stimolare il punto G – e vedo lo sguardo di lei scurirsi di lussuria. Mi guarda negli occhi, il labbro inferiore tra i denti, e divarica lentamente le gambe, aprendo le labbra della sua vulva per darmi una vista migliore della sua splendida figa dentro cui ero poco prima.
Le mie mani vagano sul suo corpo, il suo seno, il suo collo, i suoi fianchi – e con un singolo scatto, la penetro con il toy, la punta del dildo in continuo contatto con il suo punto G.
Mentre lei inarca la schiena all’indietro. Dopo alcuni minuti, con un gemito, viene nuovamente, e prende il mio cazzo in meno, il mio membro ancora duro come la pietra; mi basta poco, una stretta intorno alla circonferenza del mio membro, un dito a scivolare sulla mia cappella sensibile attraverso il materiale del preservativo. E vengo, immediatamente, una sfilza di “sì, sì”, e “Charlotte” a lasciarmi le labbra.
Crollo su di lei sulla scrivania, strusciando nuovamente il mio membro contro la sua figa sensibile e sovrastimolata.
Mi sento già diventare duro di nuovo, e lei avvinghia le gambe intorno alla mia schiena, un tacito ma eccitato consenso di continuare.

























