tiktok
SPEDIZIONE GRATUITA SU ORDINI SUPERIORI A €34,90
WhatsApp 339.804.6829

Racconto erotico | Rivali in campo, amanti al bar

men-in-jeans
2 settembre 2026 6 min read
Racconto erotico | Rivali in campo, amanti al bar

Il fumo basso del locale e i bassi della musica rimbombano contro il legno scuro del bancone. Leo tiene le dita piantate attorno al bicchiere di bourbon ormai gelato, lo sguardo fisso sul riflesso della bottiglia di fronte a sé.



La rabbia per la sconfitta gli brucia ancora in gola, densa, amara e soffocante. Ma non è solo la partita a dargli il tormento: è il modo in cui Julian continua a muoversi a pochi metri da lui, circondato dai compagni di squadra che festeggiano, ridendo con quella sicurezza sfacciata che Leo odia fin dal primo giorno in cui si sono incrociati sul campo.



Poi la massa di persone si apre e Julian si avvicina.



Non dice nulla; si arrampica sullo sgabello proprio accanto a quello di Leo, le spalle larghe che rubano spazio, l'odore di cologne costoso e pelle calda che invade immediatamente l'aria attorno a loro.



"Stai affogando i dispiaceri, capitano?" sussurra Julian, sporgendosi appena. La voce è bassa, un graffio vellutato che fa scattare in Leo un brivido improvviso lungo la spina dorsale.



"Sparisci, Julian," risponde Leo senza girarsi, stringendo la presa sul calice.



"Non credo proprio," mormora l'altro. Sotto il bancone, la gamba di Julian si spinge in avanti, la coscia solida che va a premere deliberatamente contro quella di Leo. Il contatto è fermo, caldo attraverso il tessuto dei jeans, un'invasione di campo aperta che fa sobbalzare il cuore di Leo.



Leo si volta di scatto, gli occhi inceneriti dalla rabbia. I loro volti sono a pochi centimetri.



Sotto la protezione dell'ombra del bancone, la mano di Julian scivola lungo la coscia di Leo, lenta e possessiva. Leo allunga la mano, afferrando il polso di Julian prima che possa salire ancora, ma invece di allontanarlo, lo trascina verso di sé.



"Fuori da qui," fiata Leo con gli occhi piantati nei suoi. "Ora."



L’aria nel corridoio sul retro del bar è fredda, saturata dall’odore di birra stantia e metallo. Non appena la porta di legno pesante si chiude alle loro spalle, Julian trascina Leo contro la parete di mattoni a vista.



Il contrasto tra la pietra gelata sulla schiena e il calore soffocante del corpo di Julian che lo schiaccia gli toglie il fiato. Si baciano con una violenza cieca, uno scontro di labbra e denti che sa di bourbon e rivalità accumulata per mesi.



Poi, ogni barriera crolla e la necessità fisica di annullare qualsiasi distanza diventa un'ossessione bruciante.



Julian perde completamente la testa — stanco di lottare con le parole o con i pugni, lascia cadere la testa all'indietro contro i mattoni, esponendo la gola mentre il respiro gli esce a scatti, corto e rovente. La pressione del corpo di Leo contro il suo è la miccia che fa esplodere mesi di astinenza e sguardi carichi d'odio.



Con un movimento fluido e disperato, Julian infila una gamba tra quelle di Leo, agganciandogli la coscia e tirandolo a sé per incastrare i bacini. Non c'è più un millimetro d'aria tra di loro. Julian comincia a spingere il proprio bacino contro quello di Leo, imponendo un ritmo lento, pesante, feroce, guidato unicamente dal bisogno primordiale di trovare sollievo attraverso gli strati di stoffa.



Leo rilascia i polsi di Julian con un verso soffocato, affondando le mani nelle sue spalle per non perdere l'equilibrio mentre la parete alle sue spalle sembra scomparire. L'attrito dei jeans rigidi che strofinano l'uno contro l'altro crea un calore devastante, quasi doloroso nella sua intensità.



Ogni spinta di Julian trova la risposta immediata e rabbiosa di Leo, che risponde al contatto inarcando i fianchi e cercando disperatamente lo stesso identico punto di pressione.



È un ritmo brutale, un'agonia di desiderio trattenuto che esplode nella superficie ruvida del cotone.



Il suono del tessuto pesante che sfrega con forza nel silenzio del corridoio si mescola ai loro respiri affannati, alle imprecazioni soffocate e al battito cardiaco che rimbomba nelle tempie di entrambi.



Julian afferra i fianchi di Leo con entrambe le mani, piantando le dita nei tessuti con una presa così stretta da lasciare il segno, usandola per guidare il movimento, aumentando la frequenza e la violenza delle spinte dei loro sessi - coperti dal tessuto - uno contro l'altro.



La forza dell'impatto fa tremare le ginocchia a entrambi. Julian cerca il contatto in modo ossessivo, strofinando la propria erezione rigida contro quella di Leo, piegandosi su di lui per sentire ogni singola contrazione dei suoi muscoli.



"Julian... cazzo, Julian..." il nome gli sfugge dalle labbra come un gemito spezzato, una resa totale che Leo non avrebbe mai pensato di concedere a nessun uomo, tanto meno a lui.



A quel suono, Julian riapre gli occhi, scuri, totalmente persi e annebbiati dalla lussuria. Si spinge di nuovo in avanti con ancora più forza, cercando il contatto perfetto, e quando i loro centri si scontrano di nuovo con millimetrica precisione, entrambi sussultano simultaneamente, travolti da una scarica elettrica che parte dal bacino e risale lungo la spina dorsale.



Julian nasconde il viso nel cavo del collo di Leo, mordendogli la pelle con disperazione per soffocare un gemito acuto, mentre continua a muovere i fianchi contro di lui con un'urgenza cieca che minaccia di farli crollare a terra prima ancora di essersi spogliati.



Ogni attrito è una tortura bellissima, un incendio che brucia attraverso la stoffa, facendoli tremare da capo a piedi per la fame arretrata di quel contatto proibito.



Le spinte di Julian diventano corte, velocissime, dettate da un tremito incontrollabile che gli parte dalle cosce e gli risale lungo tutto il corpo. Leo lo sente chiaramente: la rigidità estrema dei muscoli dell'altro attraverso la stoffa, il modo in cui le sue dita si piantano nella carne dei suoi fianchi, il respiro caldo che gli brucia la pelle.



"Leo... cazzo, non ce la faccio più..." Julian mormora il suo nome come una preghiera rotta, la testa buttata all'indietro contro i mattoni, le palpebre che tremano. È al limite assoluto, completamente spogliato di ogni arroganza, sull'orlo di crollare solo per quell'attrito devastante.



Leo non gli lascia il tempo di pensare.



L'istinto di dominare quella resa ha la meglio su tutto.



Con un gesto rapido e deciso, Leo scivola verso il basso, sciogliendo l'attrito dei bacini e lasciandosi cadere sulle ginocchia sul pavimento freddo del corridoio.



Julian sgrana gli occhi, colpito da un brivido violentissimo per la perdita improvvisa di quel calore, ma prima che possa protestare, Leo ha già sbottonato i suoi jeans con dita rapide. Libera il membro di Julian, già bagnato di umori pre-seminali, caldissimo e teso all'inverosimile dopo quell'impatto prolungato.



Senza staccare gli occhi dai suoi, Leo lo accoglie interamente in bocca.



Julian emette un verso soffocato, un gemito lungo e lacerante che risuona nel corridoio mentre le sue ginocchia cedono quasi per l'intensità della sensazione. Le sue mani cercano al buio la testa di Leo, affondando tra i suoi capelli per ancorarsi a lui mentre il calore della bocca di Leo e la suzione profonda lo spingono oltre il punto di non ritorno — verso un orgasmo quasi debilitante.



Leo lavora con ritmo serrato, aumentando la pressione con la lingua e accompagnando il movimento con la mano alla base. Sente la contrazione violenta dei muscoli di Julian un secondo prima che succeda, ed un'esplosione di calore inonda la sua gola.



Julian si inarca del tutto contro il muro e viene con una scossa potente che gli strappa un sospiro spezzato dalla gola. Leo accetta ogni singola ondata calda, lasciando che il resto gli sporchi le labbra, continuando a succhiare con dolcezza finché gli ultimi impulsi di Julian non si placano.



Quando Leo si stacca lentamente, ripulendosi l'angolo della bocca con il dorso della mano, Julian stenta a restare in piedi, con il torace che si alza e si abbassa convulsamente e lo sguardo fisso su Leo, completamente sopraffatto.

Previous article:
Related posts
Commenti
Lascia un commento
Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato
Powered by Amasty Magento 2 Blog Extension