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Racconto erotico | Incatenata al letto

1 aprile 2026 0 commenti

Veronika inalò intorno alla gag ball avvolta intorno alle sue guance, dentro la sua bocca, sentendo un piccolo suono strozzato fuoriuscire dalle sue corde vocali – strette tra le dita dell’uomo sopra di lei, che, imperterrito, la scopava senza riguardi.

 

Il suo cazzo duro la penetrava da parte a parte, non lasciandole modo di riprendersi tra una spinta e l’altra; il respiro, soffocato, andava e veniva, annebbiando i suoi sensi. Avrebbe potuto dire con quasi certezza che fosse probabilmente svenuta un paio di volte, durante le quali Daniele non aveva affatto rallentato.

 

“Veronika…” Sospirò lui, e Veronika socchiuse le palpebre per studiare meglio le sue reazioni ad ogni affondo dentro di lei. Aveva gli occhi chiusi, lui, le mani avvinghiate intorno al collo di lei con una tensione altalenante, stringendo a volte forte come se stesse tentando di aggrapparsi a lei, e allentando talvolta come se finalmente avesse ceduto dal cercare di resistere all’orgasmo impellente.

 

Di nuovo, Daniele strinse il suo collo, e Veronika quasi vide le stelle. L’intera lunghezza del suo pene strusciò contro le labbra gonfie della figa di lei, portando con sé il liquido appiccicoso del suo precum e stpalmandolo contro l’interno delle coscie grosse e morbide della ragazza.

 

Veronika strinse le gambe, e Daniele non esitò nello scivolare nuovamente il fallo nella minuscola fessura creatasi tra di loro; nel farlo, l’erezione strusciò insistente contro il clitoride pulsante di lei, stimolandolo in una maniera che le dita semplicemente non potevano replicare.

 

“GODO, cazzo, fallo di nuovo,” esclamò Veronika, l’onda di piacere intensa talmente inaspettata che sarebbe potuta venire praticamente solo con quel singolo movimento.

 

Interessante, rifletté Daniele, segnandosi con deliza questo piccolo dettaglio della sua amata ragazza. Sesso intercrurale… Non era una cosa che effettivamente avevano provato spesso, ma quando lo facevano era più selvaggio, più rapido, e si concludeva solitamente con del sesso anale appassionato contro una parete, con uno sputo di lubrificante e i vestiti disordinatamente sparsi per il corridoio.

 

Dio, oh mio Dio, continua così, non ti fermare, dio vengo vengo vengo… Aaahhhh!”, Veronika venne, il clitoride stimolatotorturato – e le labbra della vulva costantemente provocate dalla costante frizione del fallo di lui, il peso del suo corpo muscoloso quasi abbandonato contro quello di lei.

 

È in quel momento – che Veronika si ricorda del fatto che i suoi arti siano completamente immobilizzati, dal kit di bondage che avevano comprato la settimana prima.

Il sexy shop che avevano scelto era particolarmente fornito, e aveva finalmente permesso loro di testare del bondage di cui avevano già parlato tempo prima; consenso, safe word, i limiti…

 

In un fluido movimento, uscì dallo spazio tra le due coscie. Aprì le gambe di Veronika, sollecitandole un’esclamazione soffocata di piacere quando percepì il membro duro e bollente di Daniele spingersi con insistenza nell’ano.

 

Ah, Daniele, aspetta, il lubrificante… no…!”

 

Daniele sorrise. “Dici di no, ma guarda il tuo corpo come è onesto.”

 

Eppure, tutte quelle accortezze che avevano discusso sembrarono volare via con ogni grugnito e spinta violenta dentro di lei, le tette che sballottolavano su e giù e, se il suo corpo non fosse stato ben fissato al materasso, avrebbe probabilmente sbattuto la testa contro la testata del letto.

 

Veronika aveva la schiena inarcata, come a cercare di annullare qualsiasi distanza tra di loro nonostante gli arti incapacitati.

 

Il tuo corpo sa che cosa vuole.” Sussurrò morbidamente, la voce suadente e baritona. Il membro eretto non era dentro del tutto, non ancora. Daniele slacciò con delicatezza la gag ball di Veronika, concedendole il permesso di parlare senza soffocare tra una parola e l’altra. “Ma voglio sia tu a dirmelo.”

 

Ah… Ah… fermati, aspetta…” Gemette Veronika, ma non poteva che ammettere – il suo corpo, i suoi desideri, dicevano altrimenti. Anzi, lo voleva dentro subito, ma questo tiro e molla di power play la faceva impazzire. E a quanto pare, anche a lui.

 

Il roleplay del sesso senza consenso era un altro kink che volevano provare – e a quanto pare oggi sarebbe stata la giornata di molte novità…

 

Dillo. Ora.”

Ti voglio dentro!” Urlò Veronika, e detto fatto – entrò dentro di lei del tutto, e dopo che si fu abituata, cominciò a sbattere violentemente contro la zona più profonda del suo ano, strappandole urla di piacere ora non più ovattate dalla gag ball.

 

Venne dentro il suo ano, rilasciando getti di sperma caldo in quantità copiose, affondando dentro di lei con un ritmo sempre più lento e profondo mentre cavalcava l’orgasmo.

 

Veronika…” Un sorriso elegante, quasi in contrasto con i ricci spettinati e la fronte adornata di sudore. “Non vuoi venire? Dimmelo.”

 

Cazzo, Daniele”, esalò frustrata la ragazza, stringendo le lenzuola tra i pugni legati. “Fammi venire.”

 

Subito,” rispose lui, e la sua bocca si mise immediatamente a lavoro nella vagina di lei, alternando scatti di lingua a larghi movimenti circolari e un gioco di dita che sapeva l’avrebbe fatta impazzire.

 

Veronika venne, un orgasmo liberatorio che le scosse tutto il corpo in spasmi, lo squirt talmente intenso che le lenzuola sotto le loro gambe erano intrise completamente del loro orgasmo.

 

Cazzo.” Si guardarono negli occhi.

 

Bello intenso.”

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