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Sabbia calda, labbra salate

30 luglio 2025 0 commenti

Sabbia calda, labbra salate.

Racconti erotici

 

Federico aspettava. 

 

Era mezzogiorno, e il sole batteva alto, cocente, sul litorale. Le onde accarezzavano la riva con un’intermittenza costante, mentre le voci dei bagnanti si mescolavano a quella brezza salmastra che portava il profumo del mare fino alle cabine in legno a bordo spiaggia.

 

Lo stabilimento balneare vantava di diverse cabine ed, ovviamente, di lettini da spiaggia, su cui Federico era attualmente sdraiato.

 

E Federico aspettava di trovare quello che cercava, il motivo per cui aveva scelto di venire in vacanza in questo specifico paese. A prendere il sole, in questa specifica spiaggia

 

Come guidato dal dolce sospiro della brezza marina, il suo sguardo si era finalmente posato su una ragazza adagiata sul lettino alla sua destra.

 

I capelli ramati della giovane donna splendevano sotto i raggi del sole, riflettendoli e trasformandosi in oro colato con ogni leggero movimento della sua testa.

 

Reclinata sulla sdraio, le forme sensuali del suo corpo sembravano essere ancora più accentuate: il top del bikini nero le copriva solo i capezzoli, definendo il volume del seno senza lasciare nulla all’immaginazione, e il modo in cui la stoffa affondava delicatamente nella pelle ne suggeriva la morbidezza.

 

Lo slip invece era a vita alta, ed era costituito semplicemente da dei fili, allacciati in eleganti nodi ai fianchi, che si univano in un piccolo triangolo di stoffa che copriva poco o niente.

 

La ragazza, sentendosi osservata, ricambiò il suo sguardo. Le sue labbra carnose si schiusero appena in un sorriso, e Federico si sentì momentaneamente perso nei suoi occhi: erano verdi, con delle striature dorate ad aggiungere al suo fascino quasi ultraterreno. 

 

“Ti piace quel che vedi?”

 

La voce della ragazza lo destò dal suo stato ipnotico. Tossì, un pochino a disagio dall’essere stato colto nell’atto.

 

“Non sarei rimasto a fissare se non pensassi che sei davvero sexy.”

 

La ragazza fischiò. “Wow, dritto al punto.” Si mise a sedere sul lettino, incrociando le gambe e rivolgendo l’intero corpo verso di lui – come a dargli il permesso di ammirarla.

 

“Sono Charlotte. Come ti chiami? Sembri in vacanza. Sei venuto a questa spiaggia per la sua… reputazione?”

 

Il ragazzo esitò. “...Federico. Cosa intendi per reputazione?”

 

Charlotte sorrise maliziosamente.

 

“Non c’è bisogno di nasconderlo. Un giovane come te–” e Federico vide lo sguardo di lei quasi divorarlo con la sua intensità, “– non dovrebbe avere problemi a trovare persone da portare a letto, ma posso capire che a volte potresti star cercando piatti più... prelibati. Lo stesso vale per me, comunque.”

 

Charlotte si era alzata ed avvicinata, tracciando un dito lungo il petto di lui. Federico deglutì, la tensione sessuale che sentiva crescere aveva cominciato a farlo sentire assetato. Ma non di acqua.

 

Charlotte continuò. “Mi piace quel che vedo, e voglio farlo subito mio prima che le altre abbiano modo di… giocare con te.”

 

Prima che Federico se ne accorgesse, lei si era spostata dal lettino e si stava allontanando con passo deciso. Non prima di lanciargli uno sguardo, fugace ma chiarissimo – un invito.

 

Scomparve dietro una delle cabine spogliatoio – tra le più lontane, notò Federico mentre l’eccitazione cominciava a farsi strada in mezzo alla confusione –, lì dove la sabbia diventava più fresca e compatta, e le urla dei bambini si facevano appena un brusio.

 

Lui la seguì pochi istanti dopo, fermandosi per un attimo per guardarsi appena intorno ed assicurarsi non ci fossero persone nelle vicinanze.

 

Dietro la cabina, il sole filtrava tra le assi di legno, creando strisce di luce e ombra sulla pelle scoperta di lei. Charlotte era lì, in piedi, la schiena contro il muro. Le bretelle del top erano leggermente abbassate, e lo slip era vagamente slacciato.

 

Federico si avvicinò in silenzio, sentendo l’adrenalina salire insieme al desiderio. Erano in un punto appartato, ma comunque all’aperto; bastava poco – un passo indietro, uno sguardo oltre la cabina – e qualcuno avrebbe potuto vederli.

 

Tendendo l’orecchio ai suoni oltre le fessure del legno, si poteva sentire il fruscio di un gruppo di persone che si spogliavano – e le loro voci. Se perfino quei suoni riuscivano a trapelare oltre il legno, avrebbero dovuto fare silenzio: qualcuno poteva vederli, sentirli, percepire il tremore della cabina (che si teneva in piedi per miracolo) quando lui avesse cominciato a prenderla da dietro, schiacciata contro la parete, mentre lei si aggrappava alla superficie e cercava di mantenere l’equilibrio–

 

Federico decise che non era più tempo di aspettare e immaginare: ma di rendere subito quella visione una realtà.

 

Le sue mani la raggiunsero prima di tutto. Sfiorò il collo di lei, il seno – scoprendolo con un semplice movimento delle dita –, accarezzandolo con lentezza mentre il corpo di Charlotte si incurvava verso il suo, alla ricerca di più contatto, più calore.

 

Si baciarono con impeto, con fame, mentre la sete di Federico continuava ad aumentare e tentarlo di prenderla ora, immediatamente, con un bisogno di carne contro carne che non poteva più aspettare.

 

Quando si staccarono per un attimo di respiro, lei si voltò, poggiando le mani contro il legno ruvido delle assi di legno; sporse leggermente il culo, come a richiedere senza dire una parola che i lacci del suo slip venissero slegati da Federico. Le mani del ragazzo si fermarono momentaneamente sui fianchi di lei: e lentamente, cominciarono a scendere, in movimenti che sembravano star mappando e memorizzando come lei si stesse prostrando per un completo sconosciuto – per lui – offrendo il suo corpo come un buffet pronto ad essere divorato.

 

Lo slip scivolò a terra, unendosi al top intorno ai loro piedi. Un respiro, e Federico si premette contro di lei, il membro caldo e pulsante contro il sedere di Charlotte, strusciandosi tra le natiche e godendo dei glutei morbidi ma sodi di lei – che in risposta, arcuò ancor più la schiena per intensificare la frizione e stimolarlo ulteriormente.

 

Una mano di Federico avvolse il suo seno destro, girando tra le dita il capezzolo in gesti gentili ma insistenti; l’altra mano si fece strada tra le gambe di lei, solo per ritrovarla già bagnata e pronta a prenderlo.

 

“Mettilo dentro”, ansimò Charlotte.

 

“Sei sicura?” Federico esitò, nonostante la sua mano fosse già intorno al suo cazzo, massaggiandolo per fargli raggiungere la sua intera lunghezza.

 

Charlotte lanciò uno sguardo al suo membro, mordendosi il labbro inferiore – e subito dopo, i suoi occhi si spostarono su quelli di Federico, lanciandogli un’occhiata descrivibile solo come un misto di impazienza, aspettativa e puro desiderio.

 

Federico non se lo fece ripetere due volte. Con un solo movimento dei fianchi, la penetrò, le pareti di lei che sembravano risucchiarlo mentre lui la schiacciava completamente contro la parete, come ad assicurarsi che lei prendesse ogni suo singolo centimetro.

 

Charlotte, sorpresa dall’improvvisa sensazione di pienezza, sentì le gambe cedere – solo l’essere schiacciata tra lui e la parete sembrava tenerla in piedi, ed ogni movimento faceva scricchiolare le fragili asse di legno della cabina.

 

Il cazzo di Federico la riempiva come mai nulla prima di quel momento, e le mani di lui le stringevano i fianchi e sembravano trattarla come se fosse un semplice sex toy il cui unico scopo era di essere scopata senza pietà.

 

La perdita di controllo sul proprio corpo eccitò ancora di più Charlotte, che si lasciò scappare gemiti sempre più frequenti, ed urla strozzate di sorpresa, dolore, piacere, di sensazioni che ormai si mischiavano insieme ed erano indistinguibili l’una dall’altra.

 

Un attimo di pausa, ed improvvisamente Federico la spinse in una posizione a pecorina. Charlotte poggiò nuovamente le mani sul muro, il suo equilibrio ancora più precario. Era una delle sue posizioni sessuali preferite, in quanto poteva lasciarsi in totale balia del ritmo dell’altro.

 

Le voci erano vere. Siete proprio delle ninfomani, tu e tutte le altre di quella spiaggia.”

 

E punteggiò quest’affermazione con una spinta più violenta – più profonda – delle altre. Charlotte sussultò con il movimento, e sentì la parete cigolare con un suono decisamente più marcato rispetto alle altre volte.

 

Le voci all’interno suonarono confuse, e Charlotte sentì dei passi avvicinarsi a loro dall’altra parte della parete. Un brivido di eccitazione percorse il suo corpo al pensiero che li sentissero – che li vedessero.

 

Hai il fetish per il voyeurism, troia? Taci e non farti sentire.”

 

Prima ancora che lo shock del termine la potesse sorprendere – il ragazzo sembrava molto più sottomesso durante il loro primo incontro pochi minuti fa – sentì delle dita inserirsi violentemente nella sua bocca.

 

Leccale bene, e cerca di non fare rumore.”

 

Lei annuì, in mezzo alle spinte di lui che si facevano sempre più frenetiche. Ma quello che voleva davvero – non erano le sue dita. Era il suo cazzo.

 

Si era sempre sentita molto fiera delle sue capacità con il fellatio, ma questo ragazzo sembrava non volerle dare la possibilità di dimostrarle: il controllo era completamente nelle mani di lui, e lei non poteva far altro che sottomettersi, essere dominata, venire usata senza ritegno. E il pensiero la eccitava.

 

Avrebbe voluto provare gli ovuli con lui, durante il suo soggiorno. Sicuramente l’avrebbe fatta impazzire nelle occasioni meno appropriate.

 

Le voci confuse dall’altro lato si erano tramutate in un silenzio sospeso: probabilmente stavano ascoltando, magari li avevano… stimolati, con la loro sessione personale.

 

Succhiò le dita di lui, e dopo due ultime spinte, Federico uscì da lei per venirle su tutta la sua parte posteriore – schiena, sedere, spalle. Era completamente inzuppata del suo seme.

 

Si ritrovò a desiderare di aver avuto un assaggio.

 

Charlotte ancora non era venuta, ma non era una sorpresa: era praticamente la prassi, e le donne di questa spiaggia avevano come unico lavoro semplicemente quello di attirare turisti e magari riuscire a tentarli nello spendere per loro.

 

Ma a sua grande sorpresa, Federico si riavvicinò immediatamente, un ronzio soffocato da un oggetto nella sua mano che aveva tirato fuori dalla tasca del costume.

 

Un vibratore?

 

Fece girare Charlotte, e la sua lingua subito entrò a contatto con le labbra inferiori che sembravano chiedere ancora mentre accoglievano la nuova, calda intrusione dentro di sé. Combinata con il vibratore di Federico, Charlotte venne poco dopo, mentre il ragazzo ripuliva la zona con dedizione.

 

Com’è stato?” Chiese Federico dopo che Charlotte si fu ripresa.

 

Il miglior sesso che io abbia mai avuto.” Rispose Charlotte con un sorriso. Pronta ad un secondo round.

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